venerdì 16 aprile 2010

Affittitalia - Grosseto: riflessioni della vigilia

Vigilia di una partita che potrebbe essere veramente decisiva.
Peccato, avevo scritto diverse cose martedì, poi non l'ho pubblicate.
E' che questo è un periodo molto controverso, per diversi motivi. Contraddittorio, in un certo senso.  Anche scrivere non è facile, non è facile perché i fili logici sono molti e non sai se è il caso di seguirli tutti. E va a finire che non ne segui nessuno, anche se, detta così, la questione sembra completamente diversa da quella che è. Ma d'altra parte, ormai lo sapete, l'essere è, il non essere non è, lo dice il nostro nuovo acquisto no?
C'è una palese dicotomia d' atteggiamento, e di convinzioni, che circola nell'ambiente, soprattutto all'interno ma forse anche fuori. Una dicotomia inconciliabile, un dualismo manicheo in cui secondo me l'unico punto di raccordo è un certo concetto, pur diversamente estrinsecantesi, di "fatal quiete". Su cui concordo, anche io. Convinto, d'altra parte, che la verità, riguardo alla contrapposizione di cui sopra, stia, per dirla banalmente, nel mezzo.
Sulla partita di sabato scorso pochi commenti, secondo me è stata brutta, né più né meno. Non abbiamo giocato bene (come squadra), e neanche loro. Comunque, contava il risultato, e il risultato è arrivato eccome. Ora, di risultati ne mancano due (se non uno solo): e domani ci vorrà certamente una prestazione ben superiore a quella di una settimana fa per imporsi su una squadra che viene sì da tre sconfitte consecutive, ma che resta comunque assolutamente una delle più valide del campionato.
La sconfitta dell'andata è da riscattare. L'andata, in un palazzetto gelido, inospitale, in cui per passare dagli spalti al campo dovevi (dovevO) prima uscire, fare tutto il giro (come a Prato) e poi rientrare, e quella fu la giornata più fredda dell'anno...
Spero solo nel pubblico, in un pubblico finalmente numeroso e sopratutto rumoroso. Rumoroso nel giusto, rumoroso nel senso di caloroso e pronto a sostenere la squadra dal primo all'ultimo punto con entusiasmo, clamore, col piacere di assistere a un momento che comunque è e rimane storico per la pallavolo sambenedettese.
Se avete delle lattine vuote, riempitele di sassolini e portatele al Palaspeca per usarle come maracas.

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