Combattutissimo fra la mia anima narrativa, emotiva, quella a cui piace da morire tracciare percorsi interiori, di un individuo, di un collettivo; e l'esigenza, preponderante questa settimana, di non voler alimentare tensioni anche e soprattutto da membro della squadra. Avrei parlato di questa partita per tutta la settimana, perché è emozionalmente fortissima, perché a livello psicologico e direi proprio sentimentale è una sorgente colma d'una meravigliosa acqua iridescente, caleidoscopica, di quelle che, senza bisogno di bere, lavarti, rinfrescarti, già a vederle ti danno qualcosa di importantissimo, ad ogni raggio di luce screziandosi in maniera differente, e raccontandoti in tal modo un qualche segreto, un recondito sussurro dell'anima, che poi, se vai bene a vedere, è la TUA anima.
Parlo in maniera così poeticamente criptica ben sapendo che molti dei pochi che leggeranno commenteranno in guisa decisamente irrisoria (ma in fondo spero scherzosa); credo però che coloro che saranno ben predisposti a capire, capiranno, augurandomi che sappiano apprezzare le immagini che comunque non potrei esimermi dal trascrivere, perché è la mia natura e mi piace così; e forse in questo caso la metafora è più che mai la veste in cui ho scelto di inguainare sensazioni che non volevo lasciare nude, è l'estetica astrazione di un dipinto che vuole comunque veicolare dei contenuti abbastanza precisi. Anche se poi la metafora, così come l'arte in generale, conferisce ad ogni cosa un respiro più ampio; a volte andando invece - o contemporaneamente - ad individuare con il massimo dell'esclusività uno stato d'animo altrimenti non traducibile.
Dopo il delirio, dico solo una cosa: FORZA RAGAZZI.
I nostri, ovviamente.
Nessun commento:
Posta un commento